Laboratorio di scrittura creativa a cura di @collettivo_collegamenti, un primo giorno dedicato all’ascolto profondo e allo sguardo lento.
Il laboratorio prende avvio dalle immagini di Mario Giacomelli, fotografie che non raccontano ma interrogano, che non illustrano ma aprono varchi. Bianco e nero come campo di tensione, come spazio emotivo in cui il tempo sembra fermarsi o accelerare improvvisamente. Le immagini diventano soglie: non oggetti da descrivere, ma territori da abitare.
In dialogo con le fotografie, le tracce sonore di Tipografia Sonora accompagnano la scrittura come una corrente sotterranea. Suoni, ritmi, stratificazioni elettroniche che agiscono sul corpo prima ancora che sulla parola, suggerendo pause, fratture, ripetizioni. La musica non illustra: disturba, sostiene, scava.
Il lavoro si sviluppa attorno ai concetti di spazio, tempo, luce e interiorità.
Lo spazio come luogo fisico e mentale, vuoto o saturo.
Il tempo come memoria, attesa, durata emotiva.
La luce come rivelazione o ferita, come ciò che mostra e ciò che nasconde.
L’interiorità come paesaggio invisibile che affiora attraverso la scrittura.
Attraverso esercizi guidati, scritture automatiche e momenti di condivisione, i partecipanti sono invitati a lasciare emergere una parola non controllata, non performativa, ma necessaria. Una scrittura che nasce dall’attrito tra immagine e suono, tra percezione e ricordo, tra ciò che si vede e ciò che resiste nel non detto.
Questo primo giorno si configura come un atto di ascolto: del materiale artistico, degli altri, di sé. Un inizio che non cerca risultati, ma aperture. Una mappa provvisoria di immagini interiori da attraversare nei giorni a venire.

